Quando ho aperto questo blog non avrei mai pensato che gli argomenti più trattati sarebbero stati lavoro e formazione, ma la situazione attuale del nostro Paese li impone fortemente.
Fermo restando che, per una professionalità come la mia, la formazione continua risulta essere indispensabile, non dovrebbe essere però necessario rincorrerla continuamente, così come mi sta accadendo, si dovrebbero bensì alternare fasi lavorative a momenti formativi a cui comunque tutti i professionisti dovrebbero sottoporsi, per restare aggiornati in un mondo in continua e rapida evoluzione.
Entrando nel mio caso specifico, che ritengo riguardi decine migliaia di persone, soprattutto giovani, ed è per questo che ne parlo, da quando, per libera scelta e in età matura, ho lasciato la mia zona confort costituita da una attività imprenditoriale, che mi garantiva una certezza di reddito, per intraprendere una nuova carriera in un ambito del tutto nuovo, da me ritenuto più stimolante, mi sono imbattuto in una serie di situazioni che hanno determinato l’ instaurarsi di una stato di assoluta precarietà esistenziale.Negli ultimi sette anni oltre a un notevole impegno di studio e di natura economica ho racimolato una serie di titoli e competenze apparentemente ricercate dal mondo del lavoro: organizzatore di eventi culturali, una laurea triennale in analisi dei fenomeni sociali ed organizzativi ad indirizzo turismo e territorio, un master come euro progettista e manager di organizzazioni no profit, il tutto condito con stage ed altre esperienze tra cui la conduzione di una cooperativa di produzione lavoro che avrebbe dovuto occuparsi proprio di sviluppo locale.
Nel frattempo mi sono però imbattuto oltre che in pastoie burocratiche in un sistema vischioso che non premia certo le competenze e la volontà di incidere in modo positivo nel proprio ambito professionale. Il “sistema Italia” è per lo più clientelare, gli incarichi sia ai professionisti che alle organizzazioni, soprattutto in ambito sviluppo turistico, marketing territoriale, sviluppo locale, vengono per lo più affidati ad “amici” e sostenitori della campagna elettorale, talvolta poco competenti, in modo trasversale, dalle varie componenti partitiche di tutto l’ arco parlamentare, senza alcuna eccezione. La formazione è per lo più funzionale al mantenimento economico dei vari enti di formazione accreditati che non per l ‘ inserimento di professionisti nel mondo del lavoro, i tirocini spesso non riescono assolutamente ad assolvere al compito cui sarebbero tenuti di crescita e raccordo con il mondo professionale oltre che eventuali situazioni di assorbimento dei tirocinanti stessi.
I vari concorsi pubblici vanno dalla palese violazione di tutti i principi a cui dovrebbero ispirarsi e variano dalla circolazione ristretta delle soluzioni delle prove di esame, a costruzioni mirate a favorire una categoria predeterminata di persone, a quelli talmente facili da non rappresentare una barriera ma bensì di far accedere tutti i partecipanti ad un impiego per i soliti motivi di convenienza elettorale. Per non parlare poi dei bandi di selezione ad evidenza pubblica dove nella maggioranza dei casi la cosa si risolve in una comparsata di partecipanti di cui si conosce già precedentemente l ‘ esito, oppure costruiti in maniera tale da dare la possibilità di un unico possibile partecipante con i requisiti richiesti e pubblicizzati al minimo del dovuto o altro ancora come le liste ad evidenza pubblica di professionisti o organizzazioni cui affidare incarichi su insindacabile discrezionalità degli amministratori. Il tutto non fa che agevolare i soliti furbi ma non premia certamente competenze e professionalità.
Concorsi e bandi scollati dalla reale situazione della formazione universitaria italiana che riconoscono solo lauree vecchio ordinamento o lauree specialistiche o magistrali ma ignorano di fatto diplomi di master e altre situazioni di formazione specialistica, d’ altronde dovendo selezionare tra una così grande offerta questo è pur sempre un buon metodo per procedere in questo senso.
Ed eccomi qui ad iniziare una nuova esperienza : MASL . Come tantissimi miei colleghi, giovani e meno giovani rinnovo la mia speranza di trovare formazione adeguata alle aspettative, imbattermi in una situazione di tirocinio stimolante e costruttiva e nuovi contatti che rappresentino una situazione virtuosa rispetto a quanto sopra descritto e che possano tradursi magari in una situazione professionale appagante, che restituisca anche un senso a tutto l’ impegno profuso.
Ritengo che questo sia un paese malato che avrebbe dannatamente bisogno dell’ innesto di tutte queste risorse ed energie innovatrici, soprattutto giovani, creative e che necessiti di essere profondamente riformato . Invito pertanto le forze che hanno a cuore il destino di noi tutti di unirsi per agire in tal senso.












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